LA VARIETA' DI PIANTE NEL TERRITORIO DI LARI

Analizzare in questa sede, brevemente, la flora che nell'antichità ricopriva la zona collinare di Lari, può essere interessante in funzione di uno sviluppo economico che poteva trarre vantaggio dallo sfruttamento di questa. Il Repetti dice che nel medioevo la zona era ricoperta da una folta macchia di castagni, lecci e pini. Sappiamo però che le selve di castagni andavano gradualmente diradandosi, "e quasi a distruggersi", già all'inizio del 1800. Oggi rimane ancora qualche castagneta vicino a Lari, ma non ce ne sono tante come in passato. Il Repetti, nella sua estrema precisione, ci informa che l'ultimo pino secolare, già famoso per la sua imponenza ne 1632, venne abbattuto nel 1782. Oggi il pino ha trovato un impiego importante nelle opere di ornamento urbano: proprio nel marzo del 1990 sono stati piantati in via Belvedere alcuni pini comuni provenienti dal campo sportivo di Lari. Sappiamo inoltre che nel 1841 esisteva una colossale quercia, detta perciò "Quercione", al trivio tral la strada provinciale Ponsacco-Casciana Terme e quella che conduce a S. Pietro Belvedere. Nel 1800 era in crescita il numero dei gelsi per l'allevamento dei bachi da seta. Oggi vi sono, lungo le strade, molti cipressi, per proteggere le piantagioni nei campi dai venti. Le zone boschive ancora rimaste sono costituite da castagni, roveri, olmi, biancospini, aceri. Molte sono le chiudende con parecchi olivi, dei quali un grande numero è seccato in seguito alla gelata del 1986. I ciliegi sono in continua diminuzione.

 


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