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Al plebiscito del 1860 su 2862 elettori (popolazione nel 1881: 11.128
abitanti), su 1817 votanti, 1770 scelsero il Regno unito, 30 il Regno
separato di Toscana. Il detto risultato fu espressione di un territorio
dove i sentimenti filopiemontesi e repubblicani si erano fatti sentire
fin dal 1848.Lari continuò ad essere importante centro amministrativo
ed economico, lontano però dalle linee di trasporto commerciali.
In quegli anni dal Maresciallo dei Carabinieri di Lari dipendevano le
stazioni di Chianni, Fauglia e Ponsacco. Nel decennio 1880-1889 si registrò
una media di 63 sentenze civili e 70 penali all'anno (MODIFICAZIONI).
Nel 1865, con la riforma amministrativa dello stato unitario, il Delegato
di Governo venne trasformato in Delegato di Pubblica Sicurezza.
Agli inizi del secolo XX a Lari si contavano: tre scuole elementari inferiori,
un Museo pedagogico, un Osservatorio termo-pluviometrico, una Società
per la difesa degli animali, una Cooperativa di Consumo, una Società
operaia ed una artigiana, una Filarmonica, una Associazione politica monarchico
conservatrice, ed un elegantissimo Teatro, oggi distrutto (MASONI). Durante
il primo conflitto mondiale perirono 245 giovani larigiani, tra i quali
il soldato Corrado Cardelli, medaglia d'oro al valor militare. Nel 1921
si costituirono a Lari i Fasci di combattimento, e presto purghe, manganellate
e umiliazioni colpirono molti larigiani antifascisti.
Nel 1923 la Pretura di Lari venne soppressa, il Tribunale però
continuò a funzionare nell'ambito della Pretura di Pontedera.
Nel 1927 il Comune di Lari venne privato delle frazioni meridionali, che
andarono a costituire il Comune di Bagni di Casciana, oggi Casciana Terme.
Con l'entrata in guerra, la crisi e caduta del fascismo, si andò
formando un movimento clandestino di Resistenza, divenuto poi il C.N.L.
locale.
Sabotaggi ai danni di repubblichini e tedeschi, attività di protezione
di prigionieri (tra loro indiani e francesi) fuggiti dai nazi-fascisti,
si verificarono tra il 1943 e il 1945 a Lari, che ospitava numerosi sfollati
da Pisa e Livorno, compresi molti ebrei.
Nell'estate del '44 il fronte di guerra giunse a Lari: l'abitato fu cannoneggiato
dagli alleati, che colpirono anche il Castello e la Chiesa parrocchiale,
oltre alle mura e ad alcune abitazioni civili. Dopo una battaglia condotta
di casa in casa le truppe alleate della 91^ Divisione della V Armata liberarono
Lari la sera del 14 luglio 1944 (PETTINELLI). Sulla popolazione in festa
caddero i colpi dell'artiglieria tedesca: 13 persone, tra civili e militari
alleati, perirono.
Memori dei soprusi subiti, gli antifascisti radunarono da tutte le frazioni
gli esponenti locali del passato regime e li obbligarono a suonare per
ore le campane della chiesa parrocchiale di Lari. Il lavoro attendeva:
strade, ponti e case distrutte da ricostruire, miseria e fame da combattere,
il tessuto sociale, culturale e morale da rifondare sui valori della Democrazia,
della Libertà, della Solidarietà e della Pace.